La ricerca della forza nel tachi delle altre scuole

Samurai

Non si dovrebbe parlare di cose come “la spada forte” e “la spada debole”. Il tachi* maneggiato con violenza è cosa volgare e avrai difficoltà a vincere se conti sulla forza bruta.

Così, dovendo colpire concentrandosi sulla forza, eseguendo il gesto con un eccesso di energia, può capitare che accada il contrario di ciò che si voleva e che si fallisca il bersaglio. Persino nel tameshigiri**, non è una buona idea affidarsi al colpo di forza. In un duello all’ultimo sangue nessuno ha la considerazione di colpire con più o meno forza: quando attacchi per uccidere non ti passano per la testa pensieri come: devo colpirlo con forza, e tantomeno, naturalmente: devo colpirlo debolmente; piuttosto sei completamente assorbito nel gesto di uccidere.

Attaccando con troppa energia un avversario e mettendo troppa forza nel gesto, rischi di perdere la stabilità sul rimbalzo dovuto alla sua parata, trovandoti in posizione di svantaggio. Se colpisci il tachi dell’avversario con appena troppa forza, il tuo successivo movimento sarà fuori dal giusto ritmo del combattimento. Così è senza senso insegnare che “vince chi ha più forza”.

Anche nel caso di Heiho di massa, puntare tutto sulla forza delle truppe e sull’estrema violenza del combattimento, supponendo che il nemico farà lo stesso, porta solo ad una battaglia feroce e incerta; mentre si può essere certi della vittoria affidandosi ai principi corretti.

La Via di Niten Ichi spinge a cercare la vittoria con gli strumenti più efficaci, senza ingannare proponendo tattiche disperate. E’ bene prendere partito su questo argomento.

* è una spada giapponese, che spesso è più curva e leggermente più lunga della katana

** prova del taglio con la katana

Fonte: “Il libro dei Cinque Anelli” – Miyamoto Musashi – ed. Oscar Mondadori

* * *

Forse potrebbero interessarti anche...