La religione dei Sikh fu fondata alla fine del XV secolo da Guru Baba Nanak nella regione del Punjab (India del Nord Ovest – regione divisa tra India e Pakistan), teatro di secolari scontri tra induisti e musulmani.

La sua origine si deve alla vita e agli insegnamenti di Dieci Guru storici, i quali vissero tra il 1496 e il 1708.

La religione Sikh nacque e si sviluppò lungo l’intero arco storico-cronologico dell’impero dei grandi Mugal, a partire dal primo Babar (1526-1530), fondatore della dinastia turco-mongola dei Mughal, di fede musulmana, e contemporaneo di Guru Nanak, per finire con l’ultimo dei Mughal, Aurangzeb, che morì nel 1707, solo un anno prima del decimo Guru dei sikh, Gobind Singh.

Guru Sikh

L’esistenza di questi Guru si inserì in un periodo di crisi del Punjab e questa concomitanza ne aumentò la rilevanza storica. La crisi riguardava la convivenza tra indù e musulmani, non sempre facile e pacifica – guerre interetniche e religiose – nonché la non identificazione, da parte di numerosi punjabi, in nessuna di queste due fedi religiose. Era dunque tempo di visioni e concezioni nuove, di insegnamenti e pratiche più adatti ai tempi e più conformi alle aspettative e alle propensioni dei fedeli, più vicini alle loro esigenze. La popolazione del Punjab (“Terra dei cinque fiumi”) era composta principalmente di contadini e pastori guerrieri delle montagne (Jet) e su di essi si reggeva la sua economia. Tutti erano abituati a lavorare sodo, ma erano anche un popolo fiero e poco disposto ad essere maltrattato senza difendersi. Avevano bisogno di qualcuno che li guidasse verso una nuova riscossa prima di tutto morale, ma fondata sul lavoro delle proprie braccia, visto che le alte vette della fede erano loro precluse da un clero che parlava e scriveva in lingue per loro incomprensibili e li relegava, tanto in ambito islamico quanto in quello brahmanico, a forza lavoro che poco o nulla doveva pretendere da questo mondo.

La parola Sikh deriva dal sanscrito e significa “discepolo”. Essa viene indicata per indicare i discepoli di Guru Nanak considerato, insieme ai nove Guru che dopo di lui guidarono la comunità, il fondatore di questa via di salvezza.

I Sikh credono che in Nanak e negli altri Guru si sia incarnato il medesimo e solo spirito divino, lo stesso spirito che cessata la sua presenza nei corpi fisici dei Maestri, ora è presente nel Libro Sacro, l’Adi Granth. E’ Sikh quindi colui che segue la dottrina dei Dieci Guru e dell'”Adi Granth”, il Libro Sacro.

Guru Nanak cercò di conciliare alcuni elementi dell’induismo (credenza nel ciclo delle rinascite – samsara, credenza negli effetti delle azioni sulle vite successive – karman, obiettivo finale da perseguire è l’interruzione del ciclo continuo delle rinascite, nella congiunzione finale con Dio), con altri dell’islamismo e del cristianesimo (monoteismo, fede in un Dio unico e creatore) e del sufismo.

Da ciò nacque la religione Sikh, religione monoteista, che rifiutando la divisione della società in caste, crede nell’uguaglianza degli uomini di fronte a Dio, nella parità tra uomo e donna e rifiuta il clero.

Fondata da Guru Nanak si può anche definire Sikh Panth, ossia la via dei discepoli, e si incentra nella fede di un Essere supremo, privo di attributi specifici.

La filosofia Sikh è la rivelazione diretta di Dio (Wahe Guru) a Guru Nanak, il quale dichiarava che esiste un solo Dio (eterno, infinito e onnipotente), Creatore e Distruttore.

Meditando sul sacro nome di Dio e conducendo una vita onesta e nella verità, l’uomo può essere “salvato”. Una vita condotta nella verità significa guadagnarsi la vita onestamente, condividerla con gli altri aiutando poveri e bisognosi, pregare per l’umanità. Un Sikh deve avere fiducia nella grazia di Dio e accettare e sottomettersi alla Sua volontà.

La fonte principale per lo studio della religione Sikh è il Libro Sacro (imponente raccolta di inni religiosi) chiamato “Adi Sri Guru Granth Sahib Ji” (= Il nobile Libro originario che è Signore e Maestro spirituale), comunemente detto Adi Granth riferendosi così alla versione curata nel 1603-1604 dal quinto Guru Arjan, o Guru Granth Sahib riferendosi alla versione curata dal decimo Guru Gobind Singh nel 1705, o anche semplicemente Granth, “Il Libro”.