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Racconti: APPUNTI DI VIAGGIO - GRECIA 1^ PARTE

Il Gatka

GRECIA 19-26 MAGGIO 2006 - Primo Incontro
(scritto da Kirpan)

Atene, arriviamo!

- premessa -

L’intento è quello di andare in Grecia per divulgare il Gatka, l’Arte della Spada.


Questa disciplina a mio parere fa parte dell’arte di vivere, perché la pratica permette una trasformazione di energia, che va applicata anche nella vita quotidiana, perché entra a far parte del se’.
Un po’ come in alchimia: da sentimenti vili a nobili, come per i metalli, ma nel Medioevo era solo magia, questa disciplina invece funziona.

Imparare a sfruttare i propri talenti e scoprirne nuovi, nel proprio cammino;
conoscere i propri limiti e lentamente risolverli, cioè saperci convivere;
fare uso della disciplina nel modo più creativo e costruttivo, cercando il modo di dominare l’arroganza e di interagire con grazia, con noi stessi e con gli altri;
mettere alla prova il proprio istinto, scoprire come far sì che un ostacolo non sia un alibi per chiudersi, ma un modo per migliorare la resistenza, per affinare la tecnica;
riuscire ad essere costanti con quello che si è scelto di fare, perché l’impegno sia continuo e coerente, di buon esempio per gli altri…
E con il mio Maestro, Guru Shabad, ho questa opportunità.

- il viaggio -

Sbarcati ad Atene, il viaggio è appena iniziato: la mèta è Salonicco (o Tessalonica), da raggiungere in circa sei ore, con la nostra auto color puffo/gatker, dove ci aspetta Amar Dev che ci ospiterà nel suo Ashram di Kundalini Yoga.
L’autostrada da percorrere ci offre un panorama eccezionalmente verde e azzurro, grazie alla bella stagione appena iniziata.
Una sosta con scelta casuale, in un chiosco lungomare (di quelli tipici con sedie, tavolo e tettoia di legno), con una ricca insalata greca, una birretta fresca ed un venticello fresco, di fronte al mare, ci ristora dalla levataccia di partenza e dal caldo dell’asfalto. Bello…!
Il Monte Olimpo, ancora innevato sui suoi tremila metri, ci accompagna per un lungo tratto.
Tra la buona memoria di Guru e una telefonata, in serata riusciamo a raggiungere il centro yoga di Amar Dev, dove trovo un’atmosfera veramente accogliente, e mi sento davvero a mio agio: è un ambiente organizzato e fresco, positivo, fatto con cura e dedizione. Dormo un sonno tranquillo.
A colazione Guru ci fa notare quanto ai greci piaccia conversare: per ordinare ad un cameriere cordialissimo e sorridente, ci abbiamo messo una decina di minuti! E poco dopo… il tavolino era occupato da cappuccini, frappé al caffé, caffé espresso, dolcetti dolcissimi, rustici salati o alla crema, bicchieri d’acqua e ghiaccio, biscottini e chipiùnehapiùnemetta Buongiorno! Anzi, calimera

- In palestra –

I partecipanti sono pochi ma buoni, molto attenti e con tutta l’intenzione di capire, di mettersi alla prova con questa tecnica ancora sconosciuta, di cui poco si parla e si sa.
Siamo tre uomini e due donne. Cinque. E come i cinque elementi, i soggetti sono tutti molto diversi tra loro:
- Hari è molto alto e magro, ha poca confidenza con il corpo, ma un buon senso del ritmo: etere
- Kostas ha un fisico asciutto e scattante: viene da una seria esperienza nelle arti marziali, forse è per questo che sembra così impaziente: aria
- Yorgo è di corporatura normale, ma sembra il più esigente, quello con più aspettative, molto “di testa” ma con una buona fisicità: fuoco
- Amar Dev prova per la prima volta (deve anche fare da interprete!) dovrà sgranchire un po’ la parte sinistra, ma è una donna tenace e resistente, e anche fegatosa: terra
- Infine me, che cerco di sondare l’elemento acqua.
Ci si muove secondo una sequenza di movimenti, detta Pantra, comune a quasi tutte le armi usate nel Gatka, cioè spada, coltello, due spade, marathi. Ovviamente per l’allenamento, al posto di spada e coltello, si usano dei sottili bastoni di legno. Il Pantra deve essere eseguito sia con la parte destra che con la sinistra, in tutte le otto direzioni, in difesa e in attacco. Molto intrigante, molto impegnativo.
Il primo giorno è stato più lungo del previsto ed eravamo stanchi: brevi pause ogni due ore, dalle 10 di mattina alle 7 di sera, ma alla fine del secondo giorno eravamo sfiniti, tutti.
Raramente mi capita di dormire così di gusto.
Ora resta un altro incontro a giugno, a Guru Shabad l’ardua scelta per scegliere a chi passare la staffetta fino al suo ritorno, a novembre.

- Atene -

Ma il viaggio continua, ora la méta è di nuovo Atene, per informarci sugli aspetti burocratici e su come farci conoscere in Grecia, tramite riviste specializzate o manifestazioni sportive.
Amar Dev è stata un tornado, con quegli occhioni verdi e la sua parlantina ha coinvolto chiunque fosse sotto al mirino esperto di Guru Shabad, che come un vero cacciatore, conosceva le tappe ed il cammino da percorrere.
Tra un appuntamento e l’altro, comunque, ho avuto modo di visitare l’Acropoli, che mi è costata circa tre ore di cammino sotto il picco del sole (già a 35°!), ma senza rimpianto.
Il giorno prima di partire Guru Shabad ci porta a conoscere un suo carissimo amico di vecchia data, senza tante premesse, ne’ anticipazioni: un prete-monaco ortodosso che vive nella sua chiesa. E in effetti qualsiasi descrizione sarebbe stata superflua. Sapere che esistono persone ispirate come lui mi rasserena e mi restituisce fiducia nell’essere umano, che sembra essersi dimenticato da dove viene e dove sta andando.
L’incontro con Vissarione è stato pregnante. Ho avuto la sensazione di essere nel posto giusto, al momento giusto, con le persone giuste.

Kirpan

Postato il Venerdì, 06 ottobre @ 16:54:38 CEST di administrator
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